| La "Storia", l'immensità del mare e l'agitarsi delle onde...passando per Francesco De Gregori |
| Lunedì 06 Febbraio 2012 18:37 | |||
|
La storia è veramente “magistra vitaeâ€, così come affermava Cicerone? Sarei tentata a rispondere di sì, considerando il fatto che se oggi siamo qui, testimoni di questo presente, difficile ma pur sempre vero, è perché qualcuno ha voluto che fosse così, qualcuno, prima di noi, che ha tracciato il sentiero e ha deciso le condizioni per attraversarlo.
Sta a noi adesso tracciare quello dei nostri successori, è compito nostro porre le basi per il futuro. Eppure mi chiedo: “Ma se la storia è davvero maestra di vita, perché esiste ancora la violenza?â€. Ecco che allora la mia considerazione iniziale perde quasi di significato all’impatto con la realtà e si avvicina di più al pensiero di Montale quando afferma nella sua poesia intitolata “La storia’’, che essa “non procede né recedeâ€, ha un suo moto, ma non siamo noi a stabilirne la velocità e la direzione; la storia “non contiene il prima e il dopoâ€, come per dire che si costruisce man mano. Non una storia che determina la realtà in cui l’uomo si trova catapultato, ma che, piuttosto, segue l’uomo, lo accompagna e si forma con esso. La storia è fatta di eventi che oggi vengono moltiplicati, storpiati e centrifugati in maniera esasperata dai mass media, che ne fanno perdere il senso, attraverso la loro stessa diffusione. L’evento perde quasi la consistenza del presente, si “volatilizzaâ€. E poi, si parla tanto di storia del genere umano, ma di fatto questo tipo di storia non esiste. Ci si riferisce più che altro ad una storia “politicaâ€, una storia più vicina alle aspirazioni “esterne†dell’uomo e non, invece, ai suoi sogni, ai suoi sentimenti, nei confronti dei quali rimane addirittura del tutto indifferente. Una storia concreta, quella di tutti gli uomini non esiste e non può esistere perché è impossibile rievocare le speranze, le sofferenze e le lotte umane. E’ necessario scegliere, selezionare gli eventi e in questo lavoro si preferisce spesso, anche per facilità , dare luce agli uomini e alle vicende che hanno lasciato un segno forte, che hanno determinato in qualche modo la volontà generale, spinti in ciò dalle pressioni delle masse. Nella storia ‘’generale’’ sarebbe inammissibile fare differenze tra un uomo e l’altro, per il semplice fatto che non esiste un uomo che sia più importante di un altro uomo. Se dovessi affidare un’immagine concreta alla storia, sarebbe quella del mare, a tratti calmo, a tratti in tempesta, un mare di cui noi siamo le onde. Per questo motivo mi trovo d’accordo con Francesco De Gregori quando nella sua canzone ‘’La storia siamo noi’’ afferma che ‘’la storia dà i brividi perché nessuno la può fermare.†Giuliana Cilia (classe VA Programmatori) Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2
|






