| Il prezzo del piacere: accettarsi e mantenere la propria dignità, ecco la vera felicità |
| Sabato 04 Febbraio 2012 12:18 | |||
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Non sono un sostenitore dell’anti-conformismo, ma non accetto le regole che diventano tali, non perché necessarie o importanti, ma perché imposte dalla massa, con “tendenze o mode” che propongono sempre lo stesso argomento: l’apparenza. “Essere è meglio che apparire”. Questo è il mio vanto. Non avrò un meraviglioso fisico, né oggetti di valore con cui stupire le persone attorno a me, questo non perché non possa migliorarmi o permettermelo, ma perché ho compreso che la felicità non si nasconde dietro queste cose, quanto più invece nell’accettazione di se stessi e nel mantenimento della propria dignità. “Ingordigia” è il vizio in cui cadono tutti coloro i quali scendono a compromessi, che per valere qualcosa devono possedere un Rolex o quant’altro, quando poi invece li pesi e scopri di pesare niente di meno che l’ombra del vento. Un giorno mi son chiesto: che valore hai? Ma poi riflettendoci bene mi son riproposto la domanda in: che valori hai? La famiglia, l’educazione, il sentimento, la passione, la fede, l’amore. Niente è più forte di una presa di coscienza, dell’ignoranza svelata dalla ragione. Un giorno lessi che “il sapere porta dolore e il dolore porta sapere”, dunque rimembro Leopardi, concorde con buona parte del suo pensiero, che l’amore è l’unica soluzione al dolore di sapere, che tutto è malvagio e corrotto e che la natura stessa è capace di voltarsi contro noi stessi. Ma dunque essendo figli di questa natura, pecchiamo degli stessi peccati: non posso dimenticare il gesto più meschino da me commesso, la mia vecchia vergogna: “avere pregiudizi”. Mentre parlavo con la mia attuale fidanzata le dissi che “non mi piaceva abbastanza”, una sorta di insufficienza valutata sulla base di un non so quale oscuro tabulato. Ma quanto avevo scoperto di lei? Non la conoscevo neanche! Eppure espressi quei giudizi, perché la verità era che stavo cercando una giustificazione al rigetto, da parte mia, dell’amore. Non volevo innamorarmi per paura. Paura di tutto. La paura è la seconda rispetto ai pregiudizi nella scala delle mie vergogne. Come quando avevo paura del buio, ora che ci penso, ricordo che avevo ancora più paura che qualcuno “sapesse” della mia paura del buio. Questo perché con i pregiudizi ci sono nato, la paura che gli altri pensassero di me che fossi un vigliacco, ha condizionato la mia vita, ed era diventata anche la mia arma che mi permetteva di catalogare e ordinare la mia mente, la mia vita. Meno male che sono cambiato. Fortunatamente si cresce e la coscienza detta nuove regole a cui devi sottostare per stare bene con essa. Ho smesso di avere pregiudizi. Questo grazie all’amore, perché un conto è pensare con la mente e un conto è pensare con il cuore. Se tutti pensassimo col cuore, saremmo i sostenitori della famosa legge del “dare senza aspettarci nulla in cambio” e, i pregiudizi, le paure, i compromessi,le tendenze, le guerre, sarebbero solo un amaro ricordo. Tutto ciò è un’utopia, è vero, ma la rassegnazione non è la soluzione. Daniele Bonomi (classe VA Programmatori) Commenti (0)
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