| Uomini e comportamento: il film La belle verte dedicato a chi sogna un mondo nuovo |
| Venerdì 03 Febbraio 2012 19:54 | |||
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Il film "La belle verte" è ambientato su un pianeta lontano e sconosciuto ai terrestri,definito pianeta verde. Le persone che lo abitano vivono la loro esistenza in armonia con se stessi e con la natura. Anche gli abitanti di questo pianeta sono passati per l'era industriale ma, dopo averne costatata la decadenza, hanno preferito abbattere gerarchie, industrie e tuttociò che rappresentava l'epoca dello sfruttamento.
Come ogni anno, sul piccolo pianeta si convoca un'assemblea planetaria per decidere lecose più importanti da fare come ad esempio, organizzare le missioni in altri pianeti per costatarne le evoluzioni. Nessuno vuole andare sulla Terra perché considerata un pianeta troppo arretrato. Mila,interpretata dalla stessa regista, si offre volontaria per il viaggio;calata nella Parigi degli ultimi anni 90, la protagonista si trova confusa per il traffico cittadino, dando origine a una serie di primi approcci comici con il popolo parigino. La descrizione che si fa dellaTerra, con tutti i suoi problemi d’inquinamento, d’ingiustizie, digerarchie, di soprusi, di menzogne e d’ipocrisie, è condotta in chiave comica e ironica. Invece il pianeta verde è descritto come una sorta di eden in cui l’individuo vive nel rispetto della natura e della comunità. L'idea del film è principalmente quella di farci riflettere sul cambiamento "possibile" della nostra civiltà e società, ormai senza principi e senza valori. La chiave marcatamente ironica affronta vari temi, tra cui quella dello sviluppo sostenibile. È fatto un confronto forte tra la vita frenetica dei terrestri con la serenità e la tranquillità degli abitanti del pianeta verde che sono più longevie sani degli umani. Questo film dunque ci invita a voler tentare un cambiamento che sia soprattutto interiore che di conseguenza possa riflettersi nel nostro modo di vivere e di convivere con gli altri. Dopo tutto il cambiamento non può essere soltanto un’utopia! Roberto Bellia (classe IV A Geometri) Commenti (0)
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