| La crisi come La livella di Totò: colpisce tutti. Disintegrare l'euro pero sarebbe un grave errore |
| Martedì 31 Gennaio 2012 17:28 | |||
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Ed è per questo che il New York Times sostiene che diverse fra le maggiori banche e società finanziarie del mondo si preparano alla disintegrazione dell'euro, ovvero al suo default, mettendo già a punto dei piani di emergenza. Il fatto è che non credono più ad una ripresa della moneta unica e quindi cercano di mettersi al riparo, riducendo la loro esposizione nella valuta europea. L'articolo del New York Times poggia su informazioni raccolte in diversi paesi e cita decine di rapporti pubblicati da diversi istituti, come, ad esempio, Citigroup o Royal Bank of Scotland. Questi sono tutti documenti che ci dimostrano come la situazione sia piuttosto drammatica. In questo contesto, però, troviamo alcune eccezioni, come le banche italiane e francesi che sembrerebbero più tranquille delle altre. Infatti, anche se banche come Bnp Paribas o Unicredit hanno scaricato decine di miliardi di debito sovrano, a detta del presidente del consiglio di gestione Andrea Beltrotti, non vi è nessun motivo per preoccuparsi. In realtà , secondo me, ci sarebbe più di un motivo per preoccuparsi, altrimenti non ci sarebbero tutte queste banche come Citigroup,Barclays Capital che, in questo momento, pensano a liberarsi dei titoli in euro. Non ci sarebbe neanche l'assurda proposta fatta dalla compagnia primaria del turismo tedesco, Tni, che ha spedito una circolare alle principali catene alberghiere greche per chiedere che i contratti vengano rinegoziati anche in dracme, l'antica moneta nazionale. Non si può essere così tranquilli come dimostra la cancelliera Angela Merkel che ad una domanda sulla prossima disintegrazione dell'euro risponde che non avverrà mai, quando ci sono alcune banche in Germania che non ne sono così sicure, soprattutto da quando la crisi ha cominciato a minacciare seriamente anche la Germania. Insomma, la crisi ha veramente colpito tutti e tutto senza nessuna distinzione. E in questo contesto così drammatico, come è possibile che l'euro, la moneta unica costitutita per facilitare i rapporti commerciali tra paesi dell'Unione Europea, non ci possa aiutare, anzi, si pensa già ad un suo default. Come è possibile che nessuno ha più fiducia in niente e si pensa già a piani alternativi per poter trovare una giusta soluzione. Ma, a questo punto, qual è la giusta soluzione che ci porterà ad una rinascita. Non credo che la disintegrazione dell'euro sia la soluzione più adeguata. Se ne dicono tante di cose, che siano giuste o sbagliate, ma alla fine non si fa niente.In conclusione, posso solo ribadire quello che ho già affermato, cioè che bisogna fare qualcosa e anche al più presto, perchè la crisi non se ne andrà di certo da sola. Salvatore Mangiapane
(classe V B Programmatori) Commenti (0)
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