Il giovane acatese Salvatore Stornello, vincitore del Premio Nazionale di Poesia in lingua italiana “under 25” con la poesia “A Salvatore Quasimodo”, indetto a Napoli da una associazione culturale di prestigio, premiato, anche, al Castello dei Principi di Biscari dal sindaco dott. Giovanni Caruso, si è laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche, alla presenza del relatore prof. Giuseppe Craparo, all’Università degli Studi di Enna “Kore” con una interessante tesi dal titolo “Lo sguardo di una madre e l’ora del carnefice”.
Ne parliamo con l’autore. “I mezzi di informazione – sottolinea Stornello – ogni giorno ci parlano di svariati avvenimenti di cronaca, dalle guerre ad attacchi Kamikaze, da incidenti stradali ad omicidi di varia natura, da quelli di stampo
mafioso a quelli di natura passionale. La casa, che dovrebbe essere la nostra principale protezione da pericoli esterni, diventa, a volte, paradossalmente la trappola più infernale. Non è di rado che fatti di inesorabile violenza avvengono nelle quattro mura domestiche, lontano da occhi indiscreti, nel silenzio più eloquente. Infatti a volte può capitare che vittime e carnefici siano legati da vincoli di parentela consanguinea e questo nella maggior parte dei casi avviene tra genitori e figli.
L’argomento trattato nella mia tesi è quello del “matricidio”, cioè il perché un essere umano, dotato di razionalità, discernimento, cognizione, abbandona il suo lato intellettivo per assumere quello criminale, attivando ad uccidere senza pietà alcuna persino la propria madre. Negli ultimi anni si è discusso molto di questo tema anche perché vi è stato un aumento del fenomeno che oramai, purtroppo, occupa spesso e malvolentieri le prime pagine dei giornali. Possono essere – aggiunge Stornello – vari i motivi che portano un figlio all’uccisione della propria madre, da quelli di natura economica a quelli di natura psicotica. La scelta del matricidio come campo d’indagine nella mia tesi, non vuole dimostrare che siamo affascinati dal male e di cui spesso assistiamo pedissequamente tramite i mass media, ma anzi ne abbiamo voluto scrivere per darne un segnale di monito e per denunciarne il tracollo del pilastro della nostra società cioè la famiglia. Il mio lavoro ha come obiettivo – conclude Stornello – l’educazione della coscienza dell’individuo affinché si manifesti in essa il senso vero e profondo della vita”.
Redazione