| Per il secondo anno consecutivo è saltata la tradizione del Palio: trecento anni di storia buttati al vento |
| Lunedì 26 Aprile 2010 14:54 | |||
Anche quest’anno, dunque, non si è disputato il tradizionale palio per la festa di San Vincenzo. Per me da un lato è un peccato che non si sia fatto il palio, però, a pensarci bene, è stata la cosa giusta da fare per evitare l’infiltrazione di gente malintenzionata nella nostra città. Pensando troppo alla “competizione” abbiamo dimenticato il vero significato della festa, la quale deve essere solo il festeggiamento in onore di San Vincenzo Martire. E poi, tanto tempo fa le gare si facevano per onorare il Santo e far divertire i cittadini e non per soldi. Infatti noi ricordiamo che la prima corsa fu fatta nel lontano 1722 e da allora Acate è stata anche conosciuta per il palio. Certo, anch’io come molti acatesi, sono dispiaciuta che per il secondo anno consecutivo non si sia fatto il palio, anche perché così sembra quasi che manchi qualcosa alla festa, ma soprattutto perché questo significa la fine di una tradizione durata da circa tre secoli. San Vincenzo è stato l’ultimo Martire cristiano durante il regno di Diocleziano; il corpo del Santo, al quale manca un braccio, che nonostante le ricerche non è stato ancora trovato, è custodito presso la Chiesa di San Vincenzo. Se davvero Acate possedesse reliquie così importanti diventerebbe meta di pellegrinaggi. Arianna Iacono (classe V B)
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Anche quest’anno, dunque, non si è disputato il tradizionale palio per la festa di San Vincenzo. Per me da un lato è un peccato che non si sia fatto il palio, però, a pensarci bene, è stata la cosa giusta da fare per evitare l’infiltrazione di gente malintenzionata nella nostra città.