E Vittoria si tinse di rosa. Strisce rosa a Vittoria per delimitare, in prossimità delle scuole, un (uno…, sigh) parcheggio riservato alle future e alle neo mamme. Un gran bel gesto di civiltà, senza dubbio; peccato che, come sempre, quella che per bocca del suo democraticissimo sindaco si definisce città solidale e civile sia arrivata a questa determinazione, facile da attuare e a costi bassissimi, con anni di ritardo. Ritardo rispetto a cosa?
Rispetto alla proposta di istituzione lanciata dal sottoscritto con un articolo pubblicato su “La Città” anni fa. Talmente tanti anni fa che non sono riuscito a trovare il file dell’articolo tra i computer che nel frattempo ho cambiato. Risultato dopo l’articolo: nulla!
Poi venne la ri-proposta.
Qualche anno dopo il mio articolo, mi telefonò Giovanna Ragusa, ex consigliere comunale dell’Udc che, all’epoca, era stata nominata alla consulta provinciale per le Pari opportunità. “Posso fare mia quella tua proposta?”, mi chiese col suo proverbiale garbo. “Certo, – le risposi – purché vada avanti e venga concretizzata. Le cose utili ai cittadini non devono per forza avere padri o padrini politici”. Risultato dopo il suo intervento: nulla!
Ci vollero degli anni ancora, quindi, prima che l’amministrazione comunale prendesse vernice rosa e pennello e tracciasse quelle benedette strisce: il 16 dicembre, accompagnando i bambini a scuola, trovo davanti al cancello un rettangolo rosa disegnato sull’asfalto e un palo per la segnaletica. Dentro al rettangolo c’era un quadrato con una P disegnata; sempre in rosa.
Aspettavo quindi il cartello, anche perché nel frattempo molta gente, nonostante l’evidente significato del tutto, continuava a parcheggiare in quello spazio dedicato: quasi che a Vittoria le imminenti e le neo mamme si fossero moltiplicate all’infinito. Con l’aggiunta di tanti papà che… Be’, il sospetto ti viene, no? Solo il 19 gennaio il cartello fa capolino sulla cima del palo. Invita al rispetto e alla buona educazione. Risultato: come prima.Ecco quindi la lentezza della pubblica amministrazione:
1) alcuni anni, da quando un volenteroso illuso lanciò la proposta che poi rilanciò una ex amministratrice, per muoversi;
2) un mese per completare un’opera da nulla. Ai posteri…Un applauso alla giunta? No, mi spiace. Per il colpevole ritardo e per l’esecuzione monca. Nel mio articolo, infatti, proponevo strisce rosa anche davanti agli ambulatori di pediatri e ginecologi e davanti alle farmacie. Sarebbe stato un ulteriore “omaggio” a chi, con sacrificio, garantisce la prosecuzione della stirpe italica. Nulla di tutto questo, invece, dall’amministrazione. E dire che sarebbe doveroso dal momento che, per motivi di cassa e di pascolo elettorale (i vigilini che appiccicano le simpatiche multine al parabrezza), un comune piccolo e insignificante come Vittoria è stato blindato, al centro come in periferia, con chilometri di parcheggi blu.
Scrivo queste cose il 20 gennaio, ma già immagino il circo mediatico del sindaco, ovviamente in fascia tricolore, attorniato dal solito codazzo di presentisti (quando c’è una telecamera…) e da donne deliranti immersi nell’ennesima cerimonia ufficiale di “consegna alla città di questa ulteriore conquista sociale che conferma come Vittoria e la sua amministrazione siano sempre solidali e civili con i più deboli”. Bravo, bene, bis! Applauso della claque e fine dello spettacolo. Titoli di coda e musica, come sempre in questi casi, di Mozart: opera K 626 in Re minore.