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La nuova normativa sismica: è in vigore già da un anno. Cosa è cambiato? È più sicuro costruire oggi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Dark   
Mercoledì 23 Giugno 2010 11:16
Nuova Normativa Sismica
Il 1° luglio 2009, dopo un tribolatissimo percorso, le nuove norme tecniche per le costruzioni (D.M. 14/01/2008 e successiva Circolare esplicativa del 02/02/2009) sono diventate legge dello stato. Dopo circa un anno di studio, oggi si può dire che la normativa sismica in vigore risulta sì molto avanzata (adeguata agli standard europei) ma anche carente sotto alcuni aspetti. Senza addentrarci nei meandri di un terreno prettamente “tecnico”, vediamo quali le principali novità introdotte.
Balza agli occhi prepotentemente l’assegnazione di una nuova veste al modello geologico del sito, esso costituirà uno degli elementi fondamentali della successiva progettazione strutturale.
Successivo al modello geologico c’è l’introduzione del concetto di pericolosità sismica: la progettazione dovrà tenere conto dell’accelerazione orizzontale massima attesa al suolo, tramite un complesso e controverso studio della risposta sismica locale.

Nuova Normativa Sismica

Ciò comporta la definizione di una categoria di sottosuolo (la normativa ne individua 5 più 2 categorie speciali da valutare con maggiore attenzione) in funzione della famigerata vs,30 (la velocità delle onde sismiche di taglio nel pacchetto di sottosuolo che va dal piano fondale fino a 30 metri di profondità). La definizione di questo parametro risulta essere tuttora un aspetto molto dibattuto, soprattutto per l’enorme costo delle indagini a supporto della sua determinazione.

Lo studio geologico-sismico di base dovrà, d’ora in poi, tenere conto, oltre che della categoria di sottosuolo, delle condizioni topografiche, che posso dare adito a fenomeni di amplificazione sismica.

I parametri geotecnici (numerici rappresentativi delle caratteristiche fisiche ) da attribuire al sottosuolo, alla luce delle nuove norme tecniche, sono valutati con un approccio statistico differente: non si considera più il valore medio di una serie di misurazioni (tranne che in situazioni particolari), ma con maggiore cautela ci si basa sul “valore caratteristico”, cioè il valore che ha una data probabilità (di norma il 5%) di essere (o di non essere) superato.

La progettazione strutturale abbandona con le nuove norme tecniche le verifiche tramite le tensioni ammissibili. Venivano ricavati dei parametri geotecnici del sottosuolo dell’opera e successivamente calcolata la capacità portante; da un fattore di sicurezza complessivo a questo punto scaturiva la tensione ammissibile su un dato terreno. Le attuali norme tecniche, invece,  tendono a garantire la sicurezza, ovvero che la resistenza del terreno Rd non sia inferiore all’azione della struttura in progettazione Ed, ed utilizzano a tale scopo il metodo di verifica agli stati limite, prevedendo l’uso di coefficienti di sicurezza parziali da attribuire ai Nuova Normativa Sismicasingoli parametri geotecnici. Per stato limite s’intende “la condizione superata la quale l’opera non soddisfa più le esigenze per le quali è stata progettata”. Gli stati limite possono essere ultimi (SLU) o di esercizio (SLE). Il superamento di uno stato limite ultimo ha carattere irreversibile e determina il collasso dell’opera. Il superamento di uno stato limite di esercizio può avere carattere reversibile o irreversibile. In prima approssimazione si può dire che la verifica allo stato limite ultimo garantisce rispetto alla rottura, mentre la verifica allo stato limite di esercizio garantisce rispetto a deformazioni eccessive.

Senza scendere troppo nel dettaglio, sono queste in linea di massima le maggiori novità delle nuove norme tecniche. La normativa è ancora in fase di approfondimento e spesso il confronto dei tecnici con gli enti, risulta problematico per interpretazioni ed approcci diversi. La situazione è ancora in divenire e tanti punti dovranno ancora meglio essere esplicitati.

Una cosa pare tuttavia evidente: l’allontanamento cercato dalla nuova norma dall’approssimazione nella formulazione del modello geologico e del susseguente modello geotecnico, da formularsi con apposite e specifiche indagini. Il principio base dell’intera norma, è quello di garantire nell’arco di un intervallo (vita utile della struttura) le stesse condizioni e le stesse prestazioni secondo criteri economici e di sicurezza.

Alla luce di quest’ultime considerazioni, costruire oggi risulta essere più oneroso, ma anche più sicuro. Se l’obiettivo è quello di salvare più vite umane, di incentivare la sicurezza delle opere, ne sarà valsa veramente la pena.

Alfredo Di Bennardo

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