Le reazioni della politica all'entusiastico addio di Monti al posto fisso per i giovani non si sono fatte attendere. A destra come a sinistra.
Ecco le reazioni della politica, da destra a sinistra.
"Ho una grande simpatia per il luogo comune di Monti perché è coraggioso. Ho detto anch'io tanti luoghi comuni e sono stato crocifisso, insultato ma anche apprezzato, dai fannulloni ai panzoni e così via: ma questo Paese, la stampa soprattutto, ha dei tassi di ipocrisia spaventosi": lo ha detto
Renato Brunetta (PDL) questa mattina nel corso di Omnibus, su LA7. "Anche se Monti ha detto un'ovvietà, un luogo comune, in un momento tra l'altro molto difficile perché oggi la gente ha bisogno di protezione, del posto fisso piuttosto che della speranza del posto che cambia,
ha avuto coraggio. Io rivendico anche i miei infortuni perché sono stati dei piccoli, piccolissimi, forse banali momenti di verità di cui questo Paese ha bisogno. Mi piace più questo Monti che ogni tanto dice delle ovvietà coraggiose piuttosto che il Monti paludato, ironico, curiale che magari piace di più agli ipocriti", ha aggiunto.
"Il posto fisso è una noia? Battuta infelice. Credo che la vera tragedia in Italia sia la disoccupazione e il lavoro precario". Lo scrive su Facebook e Twitter il presidente della Provincia di Roma,
Nicola Zingaretti.
"Monti è un invasato irresponsabile che guarda alla società dal buco della serratura di una banca": così
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista-Federazione della Sinistra, commentando le dichiarazioni rilasciate ieri sera dal premier in tv. "Il suo attacco al posto fisso, in un momento in cui la gente ha paura del domani, è tipico di un signore ricco che letteralmente non sa come vivono le persone normali. Ed è anche un affronto ai giovani: ma quale monotonia? Lo vada a dire alle centinaia di migliaia di precari, sfruttati, sotto pagati, senza diritti. La flessibilità in Italia è stata declinata solo e soltanto come precarietà: ed è vergognoso che un premier usi certi termini di fronte al dramma di tanti lavoratori.
Monti cerca di mettere i giovani contro gli anziani, come già fece Berlusconi, perché l'obiettivo di questo governo di destra - conclude Ferrero - è il livellamento al ribasso dei diritti dei lavoratori. Una strategia che non riduce i danni della crisi economica ma la sta aggravando. Abbiamo fermato Berlusconi, fermeremo anche Monti: l'11 febbraio tutti in piazza con la Fiom per mandare a casa il governo Monti".