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La località di villeggiatura degli acatesi, Marina di Acate, denominata un tempo Macconi, che trae il nome dalle caratteristiche dune sabbiose, tipiche della costa che va da Scoglitti alla foce del fiume Dirillo sorge a 13 chilometri dalla cittadina. Le montagnole di sabbia bianca, che un tempo erano di notevole altezza e molto più estese di oggi, i “Macconi†per l’appunto, conferiscono un aspetto tutto “africano†ai circa 5 Km di litorale, fra i più estesi della riviera iblea. Fino a qualche tempo fa vi si poteva notare la rarissima retama, una ginestra con fiori bianchi che si trova solamente in alcune parti dell’Africa settentrionale e che testimonia l’antico legame fra le due coste. Questa ginestra bianca (Retama retam) è un piccolo arbusto, che in media non supera i due metri e che in primavera produce un’elegante fioritura bianca che emana un tenue profumo. Una volta il suo areale era molto più esteso, ma ora si ritrova isolata o in piccoli gruppi nei posti più disparati.
Purtroppo con il diffondersi delle coltivazioni in serre, in pochi decenni, ha ridotto allo stremo queste meravigliose dune, che una volta erano anche meta per la riproduzione della tartaruga Carretta. Bellissimi sono gli stormi di anatre marzaiole, germani reali e codoni che spesso a branchi sorvolano ancora le dune e tutta la costa acatese. Nei mesi primaverili si possono notare stormi di uccelli, come le quaglie e le tortore, che dalla costa africana arrivano sui Macconi per trovare rifugio e nutrimento. Alla confluenza con il territorio di Caltagirone, nel Bosco di Santo Pietro, e nei pressi delle sponde del Birillo, vegetano ancora gli ultimi esemplari di quercia da sughero. Stupendi alberi a rotazione venivano scortecciati per ricavare il sughero, con il quale si fabbricavano parecchi oggetti d’uso quotidiano. Non è raro imbattersi anche in alberi di quercia spinosa, lecci e roverelle.
Lungo il corso del Dirillo, specie a monte del ponte che collega Acate a Caltagirone, si possono trovare ancora alberi di frassino, perastri, olivastri, lentischi, canne e tamerici. La vegetazione fluviale è completata anche da cespugli di cisto, euforbie, santolina, asparagi, spinosanto, acacie, esedra e vari tipi di graminacee; in autunno si trovano belle fioriture di iris, narcisi, ciclamini, autunnali e filigrana, che riempie l’aria di un inteso odore di miele selvatico.
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