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TUTTI GLI APPUNTAMENTI DA GENNAIO A DICEMBRE
L’anno si apre con il Carnevale Acatese, che per quattro giorni (dal sabato al martedì grasso) è caratterizzato dalle sfilate dei carri allegorici, realizzati con maestria da gruppi giovanili; l’appuntamento si distingue, fra i pochi della provincia di Ragusa, per lo straordinario coinvolgimento della popolazione.
In occasione della Festa di San Giuseppe, il 19 marzo, si organizzano in molte abitazioni i cosiddetti altari. Tre personaggi che rappresentano la Sacra Famiglia (Gesù, Giuseppe e Maria), chiamati “Santi”, sono invitati a pranzo nelle famiglie che vogliono ringraziare il Patriarca per una grazia ricevuta. In quest’occasione si preparano sontuosi pranzi con cibi speciali e pani particolari, sistemati su più piani sulla tavola riccamente imbandita. I tre invitati, degli indigenti, ne consumano una parte e il resto lo portano a casa. É consuetudine, inoltre, in alcune famiglie, di devolvere anche del denaro in beneficenza.
Nel pomeriggio si tiene in piazza Libertà una vendita all’asta di svariati prodotti, in precedenza offerti dai devoti a San Giuseppe. I banditori propongono di tutto: dai dolci alle primizie, dai grandi fasci d’asparagi agli animali ancora vivi.
I Riti della Settimana Santa sono contraddistinti dalla massiccia partecipazione della popolazione che vive tale periodo con particolare fervore, nella preghiera e nello sforzo di un’autentica conversione. Il Mercoledì Santo è in programma la processione del Cristo alla Colonna con le quattordici stazioni della Via Crucis scandite dal rullare del tamburo e dagli squilli di una tromba.
La celebrazione più importante è il Venerdì Santo e coinvolge in mattinata l’intera cittadina. Alle 11 il simulacro del Cristo con la Croce sulle spalle si affaccia dalla Chiesa Madre, iniziando la Via Crucis. A questo punto una lunga processione, un tempo composta da giovani vestiti a lutto, si mette in moto, mentre le marce funebri eseguite dal locale corpo bandistico contribuiscono a creare una mesta atmosfera. A quasi un terzo del corso Indipendenza, una fanciulla ripetendo il gesto di Veronica, asciuga il volto insanguinato del Cristo, il cui capo viene fatto reclinare in segno di ringraziamento. Alle 11 e 30, ai Quattro Canti, in corso Indipendenza, il commovente incontro, con il simulacro della Madonna che, avvolta in un manto nero, piange il Figlio Morto.
I gesti di saluto del Nazareno alla propria Madre rendono a molti gli occhi lucidi. Dopo l’incontro i due simulacri, uno dopo l’altro, riprendono il cammino per il Calvario. All’arrivo la folla ascolta il tradizionale sermone del “predicatore”, quindi si scioglie. La giornata di mestizia si conclude nel tardo pomeriggio con la Sacra Rappresentazione della Passione e Morte di Gesù, simile a quella che si svolge nella vicina Vittoria, e con la processione del Cristo Morto nell’urna, un tempo caratterizzata dai lampioncini colorati retti dai bambini.

Ma la principale festa di Acate, vero orgoglio della cittadina, è quella dedicata al Protettore San Vincenzo Martire, che si svolge la terza domenica dopo Pasqua, e che tradizionalmente è più sentita della celebrazione del Patrono San Biagio, la seconda domenica di ottobre.
Ai festeggiamenti annuali del Santo Martire, che in base alle capillari ricerche condotte dal parroco Don Rosario Di Martino dovrebbe essere il Diacono di Saragozza, è legato il Palio: si tratta di una corsa di cavalli con fantini, che si svolge lungo i circa ottocento metri del centralissimo corso Indipendenza.
Si ha notizia del Palio sin dal 1722, anno in cui si iniziò a celebrare la festa in onore di S. Vincenzo.
Durante i tre giorni della festa Acate è tappezzata di stendardi e di archi sfavillanti di luce, percorsa da cavalli e cavalieri. Si ascoltano squilli di tromba, messaggi pubblicitari, musiche di ogni genere, mentre un’immensa folla applaude il passaggio degli sbandieratori, delle bande e ascolta l’ansito e il rumore degli zoccoli dei purosangue. Da alcuni anni l’inizio delle corse è preceduto da un magnifico corteo storico con personaggi che vestono splendidi costumi che si richiamano al periodo principesco della cittadina.
Fra i tanti aspetti della festa di S. Vincenzo non può, però, in alcun modo essere trascurato quello religioso, dal quale la festa è nata e sul quale essa, a distanza di secoli, continua a poggiare fondamentalmente. La devozione per S. Vincenzo Martire è radicata non solo negli acatesi, ma in molte comunità di tutta la Sicilia e perfino nella lontana Australia.
Dal mese di luglio molte famiglie si trasferiscono a Marina di Acate (Macconi) ed assieme ai forestieri che hanno abitazioni proprie o in affitto trascorrono il periodo estivo divertendosi con i balli organizzati nella piazzetta e le varie attività d’animazione riservate a giovani e adulti. La seconda domenica del mese si svolgono i solenni festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo, gli unici della stagione estiva. Dopo la Santa Messa, in piazza Francesco Crispi, una lunga processione con il simulacro della Vergine si snoda per le principali vie del paese. La festa segnava un tempo l’inizio ufficiale della villeggiatura a Marina di Acate,ma la stragrande maggioranza dei vacanzieri si trasferisce ormai a Marina di Acate già dall'inizio del mese.
Al rientro dalle vacanze gli acatesi assistono con entusiasmo al Castello dei Principi di Biscari al ciclo di spettacoli del Settembre a Biscari, il cui piatto forte è costituito da un’affermata rassegna teatrale dialettale a premi che vede la partecipazione di compagnie provenienti da tutta la Sicilia. La seconda domenica di ottobre gli acatesi festeggiano con la consueta devozione il Patrono S. Biagio. Oggi, a differenza del passato, non si svolge più la “cena” in onore del Martire di Sebastopoli, guaritore delle malattie della gola.
Nello stesso mese il Castello dei Principi di Biscari ospita da alcuni anni La vetrina dei vini e dei sapori iblei, una kermesse dedicata alla promozione dei prodotti tipici, delle attività artigianali e commerciali, che presenta anche in uno splendido scenario un’apprezzata sfilata di moda.
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